Archivio fotografico

Un archivio, si diceva.

Come? Molto semplicemente, con delle cartelle, una per artista, riunite dentro una che fa da contenitore a tutto l’archivio. Le opere anonime sono riunite dentro cartelle che ne identificano l’area, come Manifattura africana, Manifattura italiana.

Alcuni artisti, pochi, meritano una classificazione ulteriore per il numero di immagini che ne conservo, per l’attenzione che porto loro e, quindi, per una maggiore efficacia di consultazione.

In questi casi la successione delle cartelle si articola così (ogni indica un livello di cartelle ulteriore)

->Artista, Soprannome (Date e luoghi)

––>Tipo di opera Ossia Disegni o Dipiniti, Sculture e via di seguito ed identificativo dell’artista
—–—>Città, Istituzione Seguito da | Nome della cartella superiore*
—–—>Città, Istituzione…

—–>Tipo di opera2

—–—>…

Cosa intendo per | Nome della cartella superiore, per identificativo dell’artista e perché aggiungerli? Un esempio pratico: nella mia cartella dedicata a Lorenzo Lotto stanno 10 cartelle, il nome di ciascuna inizia con un numero, progressivo, poi .LL, per Lorenzo Lotto, ed la qualificicazione della categoria delle opere, ossia.

1.LL Disegni
2.LL Dipinti

Il numero mi permette di stabilire in maniera forzosa l’ordine della visualizzazione delle cartelle secondo quel che più mi interessa (quindi i Dipinti vengono dopo i Disegni), e di muovermi tra le cartelle rapidamente con la tastiera con un solo tasto (per distinguere Disegni e Dipinti, altrimenti servirebbero tre tasti). Il punto ha solo una funzione estetica, potrebbe non esserci o essere sostituito da uno spazio, mentre l’identificativo dell’artista è funzionale e mi permette di sapere, quandunque io trovi quella cartella fuori dal contesto della disposizione gerarchica (per esempio tramite la funzione di ricerca, lo strumento precipuo del mio computer ai miei occhi) a cosa si riferisce questo, altrimenti enigmatico Disegni. LL diventa quindi l’identificativo di Lorenzo Lotto, e viene riutilizzato al livello inferiore.

Avignon, Musée Calvet | LL Disegni

La città, l’istuzione primo elemento: non era stata la mia prima idea, ma ho abbandonato perché trovarsi di fronte a venti cartelle che iniziano tute con *LL Disegni | * non è pratico per selezionare velocemente quella che si cerca. Anche qui una parte del nome della cartella serve per identificarla in maniera univoca e non rischiare di confondere, ad esempio, due cartelle consacrate al Musée Calvet ma che contengono artisti diversi.

È così che organizzo la mia fototeca digitale, strumento fondamentale per chi non si limita a giocare a carte. Che ne pensate, che soluzioni adottate, voi?

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5 thoughts on “Archivio fotografico

  1. Pingback: Archivio fotografico, il dono dell’ubiquità | Zeriuno

  2. Pingback: Ripassare gli elementi di un archivio fotografico | Zeriuno

  3. io gli anonimi o gli autori sparsi li racchiudo in cartelle dedicate, tipo:
    _ Percorsi _ Scultura in terracotta
    _ Percorsi _ Iconografia Crocifissioni
    Per le cartelle dell’autore le nomino con cognome e (anno di nascita – e morte), così all’interno i file posso metterli subito con titolo, anno e collocazione. Non sempre ho le dimensioni, a volte cancello la tecnica perchè vado ad occhio, qualche volta metto info particolari se mi interessano.
    Se per autore ho molto materiale divido dipinti e disegni, oppure creo categorie in base agli argomenti (pitturra, scultura,..) o ai soggetti.
    … sono solo un principiante comunque!
    ciao

  4. Ciao Maurizio!
    Sì, anche io ultimamente sto aumentando i casi in cui, per uno stesso autore, divido tra i tipi di opere. A me, però, piace mantenere il nome dell’artista nel titolo dell’immagine: forse è una preoccupazione superflua, ma così anche se decontestualizzato, fuori dalla cartella, il documento resta identificabile (se devo recuperarlo in seguito ad un disastro informatico, se lo invio a qualcuno…).
    Sono curioso: come mai Percorsi, cosa intendi?

  5. Cavoli, a questa cosa del disastro informatico non avevo pensato… hai ragione, potrebbe essere utile. La mia scelta deriva dal fatto di ridurre il numero di caratteri, perchè spostando i file da un sistema all’altro si possono avere dei problemi (mi sembra quando si superano le 64 battute, ma non ci giurerei). Sul fatto di decontestualizzare, a quel punto rinomino o riconosco comunque gli autori.
    Le cartelle “percorsi” o “iconografia” nascono quando ho argomenti che mi interessano oppure per i quali possiedo poche testimonianze sparse (ad es. Antonio Vivarini magari non ha una sua cartella ma le poche immagini che possiedo finiscono nel percorso sul Gotico Internazionale o sul ‘400 veneto).
    Ciao!

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