Apice in Pages

È un peccato che le scorciatoie da tastiera imparate in tanto tempo usando Pages non mi servano più con Mellel. In caso interessi qualcuno, comunque, l’apice in Pages, si può ottenere con cmd ctrl +, lo stesso comando che fa tornare con i piedi per terra i caratteri posti in apice.

C’è anche Il Maiuscoletto in Pages (ma non con una scorciatoia da tastiera).

Adattarsi a diverse norme redazionali

Io non ho la televisione in casa, per cui no, rispondo preventivamente, non ho appena visto Marzullo (e no, non è mio vicino di casa, per cui non l’ho visto fuori dalla televisione).Ciò non ostante avevo voglia di farmi una domanda, e provare a rispondermi da solo: ve ne faccio partecipi.

Tempo fa ho sentito di un programma di scrittura che gestisce le note in modo da poter applicare a scelta le norme redazionali, diverse, della rivista A oppure B. Ti dice nulla?

Sì e no, ma prima di vedere, una premessa: per note non faccio riferimento ad un elemento tipografico della pagina, ma ai riferimenti bibliografici (che sono indispensabili ad un qualsiasi discorso scientifico; uno spunto sulle note).

No

Non saprei dare un nome a questo programma, e, a meno che non si tratti di Word, che offre uno strumento per gestire la bibliografia, non penso esista.

Nel momento in cui si affida la gestione dei riferimenti bibliografici ad un programma esterno, e quindi non quello che si usa per scrivere (diversamente da quel che si chiedeva nella domanda), allora sì, ho dei nomi da fornire: Bookends, per esempio (ne abbiamo già parlato), o Zotero, libero e gratuito, BibTeX (non ho paura di dichiararmi assolutamente incompetente in materia, comunque è ovviamente gratuito, e più che libero direi… brado!), Endnote, Refworks (entrambi citati quando si parlava delle pecche dell’OPAC SBN). Non penso, però, che Mendeley lo faccia (Sergio mi dirà se ho detto una castroneria).

Un riferimento bibliografico, è fatto di ingredienti (nome, cognome, titolo, anno, editore, città, curatore, pagine, rivista, numero, anno, fascicolo, chi più ne ha, più ne metta) e di ricetta (la forma e l’ordine in cui sono citati gli elementi). Dando ad un gestore di riferimenti bibliografici le indicazioni di cui ha bisogno , poi è semplice cambiare dalle norme redazionali A a quelle B: basta dire al programma quale è la ricetta da utilizzare, lo stile bibliografico.

Ho già citato Léo Dumont a proposito di Bookends, torno a farlo, perché ha parlato di come aggiungere uno stile bibliografico a MacTeX (la presenza di TeX indica che si tratta di qualcosa di attinente alla famiglia LaTeX, ma per il resto nulla so), qui. Uno stile bibliografico, talvolta, è stato creato da qualcuno di così generoso, intelligente ed altruista, che lo condivide, qui, per esempio, dove si raccolgono degli stili (propri riviste) per Zotero.Idealmente, addirittura, una rivista potrebbe essere consapevole di quello che vuole, e fornire a chi contribuisce gli strumenti per adattarsi alle richieste: la redazione potrebbe fornire lo stile bibliografico richiesto! Ma temo di stare sognando: esistono casi del genere che voi sappiate?

Documenti (troppo) ingombranti da gestire

Questo vorrebbe essere il preludio ad una serie di articoli sul come trasferire dei documenti. Prima di cominciare ho voluto spiegare cosa fare se l’oggetto delle vostre cure è troppo voluminoso, cosa che è sempre più rara, ma sempre possibile.

Come nel caso di FStream, anche questo articolo è pubblicato su Tevac1, gli altri dovrebbero seguire qui.
Un certo Roberto (un nome a caso) che legge in silenzio e non interagisce, sappia che questo è stato scritto per lui.


  1. Tevac è anche un buon forum: se avete un mac, avete problemi, domande o altro, potete utilmente iscrivervi (grauitamente) e scrivervi. ↩

Ripassare gli elementi di un archivio fotografico

Come abbia organizzato il mio archivio fotografico digitale, è scritto (, , e qui).
Quel che non ho detto è che io non uso questo archivio solo per ricercare, puntualmente, delle immagini che mi interessino (per fare confronti, per controllare o altro), ma continuamente, per ripassarle di frequente: è il mio salvaschermo.

Che sia tutto l’archivio o solo una parte (un artista, solo una certa categoria delle sue opere, ad esempio), grazie all’organizzazione per cartelle è facile richiedere che il salvaschermo sia realizzato proiettando le immagini che ci interessano. Immagino sia semplice da fare anche su Windows, ma posso indicare la procedura solo per Mac.

Preferenze di Sistema, Scrivania e Salvaschermo
Dalle Preferenze di Sistema, si sceglie il pannello che riguarda Scrivania e Salvaschermo

Selezionare la cartella
Grazie al tasto + si può scegliere la cartella che ci interessa

E già a questo punto, tutto è concluso. Per regolare le modalità di visualizzazione, io scelgo il primo dei tasti di stile, quello in azzurro, sotto il dipinto, in questa seconda illustrazione. Il tasto Opzioni, invece, permette di controllare un menù ulteriore che io ho regolato così

Salvaschermo, Opzioni: Senza un ordine preciso; (Mantieni le diapositive centrate)

Archivio fotografico, il dono dell’ubiquità

Parlando della mia organizzazione dell’archivio fotografico digitale ho dimenticato di segnalare come risolvere il problema di una classificazione molteplice. Può capitare perché non è chiaro a che contesto ricondurre un’opera, o, come in questo caso, perché più autori hanno contribuito alla sua realizzazione: Petrus Paulus Rubens (Siegen 28/6/1577 – Antwerp 30/5/1640) Pieter Snayers (Antwerpen 1592 – Bruxelles 1666)- Henri IV à la bataille d’Ivry, h/toile, Rubenshuis (se vi interessa, lo trovate qui: nl, fr, en, de).

Ho inserito l’immagine nella cartella relativa a Rubens, dopo di che, con un clic destro ho creato un collegamento (alias nel gergo di Mac OS X) e l’ho alloggiato nella cartella di Pieter Snayers.

Per chiunque…

Per chiunque sappia usare una tastiera e la voglia usare per scrivere di ricerche. Perché non serve più di questo per aprire un blog, posto che chi è qui sa aprire una pagina internet, altro requisito [fr] importante.

Si può usare, come me WordPress [it], oppure Blogger [it] offerto da Google, Tumblr [en], ottime soluzioni di certo. Il mio consiglio, però, è di aprire un blog qui [fr e en]. Perché? Perché non si tratta, come per gli altri, di soggetti commerciali generici, ma di un progetto di un laboratorio [fr] del CNRS (l’equivalente francese del CNR) rivolto specificamente agli studiosi. E benché nasca in Francia ed in francese, Hypothèses.org vuole essere una comunità (già 265 blog!) internazionale [fr, en]. Se volete aprire un blog forse è per confrontarvi con altri; per dare idee e ricevere commenti; per interrogare e attendere risposte; per aumentare entropia intellettuale e generare qualcosa di inatteso: farlo all’interno di una comunità scientifica è un’ottima premessa perché tutto ciò avvenga!

Su Hypothèses.org esistono già alcuni blog affini alla storia dell’arte (e lì sarebbe Zeriuno, se solo avessi saputo di questa possibilità, a suo tempo, ma inizio a riflettere alla possibilità di una migrazione dato che anche questa piattaforma sembra basata su WordPress), li segnalo alla fine dell’articolo.

Sì, ma… volete aprire un blog? Ho spiegato perché ho aperto il mio, e forse anche le parole dei colleghi di Storie dell’arte possono offrirvi degli spunti.

Avevamo bisogno di uno strumento di comunicazione più semplice, immediato e flessibile di una rivista on line. Sentiamo infatti molto forte l’urgenza di conciliare studio e comunicazione, potenzialità degli strumenti digitali per la ri­cerca, le cosiddette digital humanities, ed essere presenti in rete con il nostro punto di vista e la nostra formazione. Un’esigenza ancora più evidente da quando si discute, specie nel mondo anglosassone, di nuove prospettive della divulga­zione storico-artistica tra internet ed editoria digitale.

Non ho l’abilità d’un venditore porta a porta, ma forse tentennate già, forse vi ho convinti. In ogni caso sappiate che potete aprire il vostro blog su hypothèses.org dopo avere risposto a qualche semplice domanda in francese o in inglese. L’italiano manca ancora, forse verrà grazie a voi!

In qualunque lingua decidiate di scrivere, comunque, fatemelo sapere, perché vi segua e segnali i vostri blog!

Relire l’entre-deux-guerres : histoire des arts de 1919 à 1939 [fr]

Ce groupe, initié par François Robichon et Céline De Potter à l’Université Charles-de-Gaulle-Lille 3, a pour objectif de recenser les activités de recherche menées en France ou à l’étranger qui concernent l’histoire des arts de 1919 à 1939.

SIGALES [fr]

Société internationale de génétique artistique, littéraire et scientifique) est une Association loi de 1901, créée en 2009 pour regrouper tous ceux qui sont intéressés par les manuscrits modernes et, plus généralement, par l’étude des processus de création et de leurs archives.

ALKA, recherches en art contemporain, jeunesse et féminisme [fr]

Carnet de recherches du master 2 pro MTI de l’université Paris 13, axé sur la culture (arts, jeunesse, médiation) et la communication par le texte et l’image, et du sous-groupe de recherche ALKA (université Paris 13).

ARTOBS Le blog du groupe Art contemporain, Département recherche du C2RMF [fr]

L’art contemporain confronté aux phénomènes d’obsolescence technologique.1

Déjà là. Esthétique, art contemporain et numérique [fr]

Ce carnet de recherche examine comment les technologies, et plus précisément Internet et la révolution numérique, restructurent continuellement notre environnement sensible et intelligible […]

Études Italiennes [fr]

Ce carnet présente l’ensemble de l’activité scientifique, culturelle et pédagogique d’ELCI (Équipe de recherche Littérature et Culture Italiennes – EA 1496) et de l’UFR d’Italien et Roumain de l’Université Paris-Sorbonne.

Frontières du patrimoine: circulation des savoirs, des objets et œuvres d’art [fr]

Ce carnet de recherche restitue le contenu du séminaire Frontières du patrimoine, organisé depuis novembre 2009 au Centre de recherches interdisciplinaires sur l’Allemagne (CRIA-EHESS), par Nabila Oulebsir (CRIA-EHESS / Université de Poitiers), à laquelle se sont associés en novembre 2010, Dominique Poulot (Université Panthéon-Sorbonne) et Astrid Swenson (Brunel University, London), et puis en novembre 2011, Laurier Turgeon (Université Laval, Québec).

INTRU [fr]
Créée en 2008, la Jeune Equipe InTRu réunit des chercheurs issus de l’université, des musées et de différentes institutions publiques autour d’une réflexion historique et méthodologique sur les modèles de circulation, transfert et légitimation de la création (arts visuels, littérature, architecture), les processus de glissement d’un médium à un autre (arts visuels, musique, danse, architecture, littérature) et les principes hiérarchiques souvent implicites à la pratique traditionnelle de l’histoire de l’art (image/texte, culture de masse/beaux-arts, banal/exceptionnel).

Ed infine ho scoperto un blog fratello, L’observatoire critique. Etude des ressources numériques pour l’histoire de l’art [fr]
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L’observatoire critique se nourrit de la veille du Web qui concerne la discipline de l’histoire de l’art […]