Mellel, supplire alla mancanza dei commenti: note ed evidenziatore

Mi sono già lamentato della mancanza della possibilità di inserire commenti all’interno dei file di Mellel, così come se ne sono lamentati alcuni utenti di Mellel che richiedono [en] compaia questo strumento nella prossima versione del programma, la 3.0.

Avevo anche segnalato la possibilità di servirsi delle note, in Mellel particolarmente ricche, per ovviare a questa mancanza, e promesso di dire di più sull’argomento: iniziando a lavorare con questo programma sono riuscito a indagare sulle note, ma ho anche scoperto l’utilità dell’evidenziatore, che presento per primo.

Evidenziatore

In che misura l’evidenziatore può sostituire i commenti? Prima di arrivare alla sua versione definitiva, sappiamo, un testo vive, più o meno a lungo, con alcune imperfezioni e punti da rivedere (un riferimento bibliografico da completare; una citazione da verificare; una data approssimata; un sinonimo da cercare e tanti altri casi possibili). I commenti possono servire per rendere conto di questi appunti.

Commenti che segnalano punti da rivedere
Una schermata di Pages (lo stesso si può fare con Word) con dei commenti

L’evidenziatore di Mellel può essere paragonato alle etichette del Finder di Mac OS X (cui si accede dalle preferenze del Finder, cmd ,).

Preferenze del Finder, Etichette
La personalizzazione dei nomi delle etichette è utile per una gestione di contenuti distribuiti trasversalmente tra le cartelle, utile da accoppiare alle cartelle intelligenti.

Analogamente, tra le preferenze di Mellel, tramite un doppio clic sul nome del colore, abbiamo la possibilità di rinominare i colori dell’evidenziatore; l’importante non è tanto rinominare, quanto associare una funzione ad ogni colore.

Rinominare i colori dell'evidenziatore in Mellel

Associando ad ogni colore un significato preciso, anche l’evidenziatore di Mellel può servire alla stessa funzione dei commenti di cui parlavamo: la funzione sarà ricordata dalla tavolozza dell’evidenziatore

Tavolozza degli evidenziatori in Mellel
Mellel vi ricorda il nome di ogni evidenziatore, superfluo se il nome è descrittivo del colore, utile se indica una funzione

Nel menù, tre pulsanti permettono di gestire lo strumento: uno per appuntare i punti da tenere presente al momento della revisione;

Il tasto per evidenziare, in Mellel
Una volta selezionato il passo da evidenziare, il tasto con il disegno della mano permette di applicare il colore

e due per procedere alla revisione scorrendo, senza possibilità di saltarne per inavvertenza, i brani evidenziati.

Tasto "Trova il precedente testo evidenziato"
Il tasto in alto scorre il testo che precede alla ricerca di un passo evidenziato

Tasto "Trova il successivo testo evidenziato"
Il tasto intermedio scorre il testo che segue alla ricerca di un passo evidenziato

L’evidenziatore, che modifica una parte del corpo del testo, risulta forse meno visibile ad una scorsa rapida, quindi, che non un commento, che dal corpo del testo si sporge, richiamando più facilmente l’occhio, e non permette di associare un testo al brano selezionato. L’evidenziatore consente però di associare una categoria al colore e di scorrere in maniera automatizzata i brani evidenziati, supplendo alla minore visibilità dello strumento.

Le note

Personalizzabili, Mellel fa delle note uno strumento particolarmente flessibile ed utile. Potrebbero essere usate sia durante la stesura del testo che durante una revisione per segnalare, tramite una serie di note apposita, dei passaggi da rivedere, delle lacune da colmare.

Modificare il formato delle note
La prima cosa da fare è aprire il pannello per modificare il formato delle note.

<img title="Aggiungere una serie di note, rinominarla" src="http://img268.imageshack.us/img268/8776/schermata20111017a20394.png&quot; alt="Aggiungere una serie, con il tasto + a sinistra e rinominarla a piacere.” />
Aggiungere una serie, con il tasto + a sinistra e rinominarla a piacere.

Creare un comando da tastiera per l'inserimento di una nuova nota
Io uso moltissimo i comandi da tastiera, la possibilità di associare così facilmente una scorciatoia alla creazione di una nota è un grande pregio di Mellel ai miei occhi (e per la prima serie di note una combinazione, Alt N, è associata alla creazione di una nuova nota.

Modificare il simbolo di riferimento associato alla serie di note prescelta
Modificare, a destra, il simbolo che compare nel corpo del testo per segnalare la presenza di una nota (se non vogliamo che si usino i numeri arabi, poco adatti, credo, a richiamare l’attenzione)

Modificare il simbolo del piè di pagina associato alla nota
Modificare, a destra e in basso, il simbolo che compare nel piè di pagina, altrimenti non vi sarebbe corrispondenza con i simboli scelti per il testo

Associare un colore alla serie di note
Eventualmente associare un colore specifico alla serie di note creata, perché questi appunti siano più visibili

Come sempre, Mellel non è immediato, ma richiede di essere capito e regolato in base alle proprie esigenze ed attese. Scoprirne le funzioni, però, è abbastanza semplice, e questo si accompagna ad una sorprendente flessibilità.
Per la versione 3.0, però, anch’io vorrei i commenti!

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Cataloghi in linea si rinnovano: OPAC SBN (e Europeana)

L’OPAC SBN [it, en] si è recentemente aggiornato, ed è piacevole osservare che prende in considerazione come un catalogo, ormai, possa dirsi efficiente se a disposizione di chi lo consulta non mette solo delle informazioni ma anche i mezzi per servirsene1. Al di là della veste grafica e di tutte le novità introdotte [it], per ora mi preme sottolineare alcuni aspetti, forse non tutti dovuti alla nuova versione. Tuttavia che siano eredità della versione vecchia o frutto della nuova livrea, la loro pertinenza non cambia.

Osservazioni

Nella ricerca monocampo, in home page, vengono presentati “suggerimenti”, basati sulle ricerche effettuate dagli utenti.2

Partendo dall’inizio, lanciare una ricerca, constato che questa novità ancora non mi è risultata utile: io e gli altri utenti non sembriamo proprio in sintonia.

detlef hei... heidegger

Fatto curioso, il campo di ricerca è case sensitive (ossia distingue tra maiuscole e minuscole, quindi A≠a).

Giulio Bor... giulio
I suggerimenti usando le maiuscole.

giulio bor... borromeo carlo
I suggerimenti usando le minuscole, senza sorprese più numerosi.

Svolta la ricerca, i risultati possono essere stampati o inviati a un dato indirizzo di posta elettronica, sia quelli selezionati, sia tutti i risultati, senza doverli selezionare tutti, uno dopo l’altro.
Scegliendo Stampa si ottiene una visualizzazione spoglia, che, a seconda delle possibilità che offre il vostro computer, può essere anche salvata come documento pdf.

Visualizzare, stampare, inviare le schede

Phyllis Dearborn Massar, Felice Giani Drawings at the Copper-Hewitt Museum
La visualizzazione per la stampa.

Un pdf a partire dalla visualizzazione per la stampa
Farne un documento pdf, in Mac OS X.

Ottimo, eppure qualcosa, manca già ad una prima occhiata. Un dettaglio, ma niente affatto inutile: un tasto che selezioni tutti i risultati della pagina; eventualmente, si possono poi rimuovere dalla lista due o tre titoli ed scegliere così sette schede su dieci con quattro gesti. Una miglioria che, spero, apparirà.

Al di là dei risultati, una ricerca mostra anche una serie di filtri, a destra, dove sono anche i numeri delle pagine (i numeri forse sono poco messi in evidenza), utili sia per raffinare la ricerca che per allargarla.

I filtri, a destra

È sempre lo stesso sito, ho solo cambiato le opzioni di visualizzazione, premendo sulla A bianca su sfondo nero che vedere sopra al logo del Mibac.

Punti critici

Un catalogo, lo dicevamo, deve anche permettere a chi lo consulta di usare le informazioni, ed abbiamo già visto come qualcosa sia previsto a questo scopo, ma non si tratta dell’unico aspetto da segnalare in merito.

Viene offerta la possibilità di costruire bibliografie con strumenti quali Endnote, Refworks, etc.

Questa è una delle novità segnalate. Io già sentii parlare di Refworks, e persino aprii un conto. Ma all’epoca non ne avevo bisogno ed era uno strumento largamente al di sopra delle mie necessità. Qualche lettore usa uno dei due programmi citati?
Endnote [en] è un programma per Windows e Mac, a pagamento [it]. RefWorks [en] è, analogamente, un servizio a pagamento, ma in linea. Molti possono accedervi grazie agli abbonamenti che spesso scelgono di sottoscrivere le istituzioni (nel mio caso fu tramite l’università)3.

Io trovo lodevole che si sia voluto facilitare il lavoro dei ricercatori. Sono perplesso, tuttavia, per la scelta, da parte di un’istituzione pubblica, l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche, di fornire strumenti specificamente concepiti per un soggetto privato e commerciale, Endnote e Refworks. Questi due, infatti, non sono gli unici sistemi di catalogazione di riferimenti bibliografici: ho già parlato di Bookends (qui e qui) e spero di avere modo in futuro di segnalare Mendeley (che, per esempio, usa [it] Sergio Momesso).
Il nuovo OPAC SBN, dunque, sembra favorire due soggetti, privati e commerciali, tra i varii esistenti, turbando la concorrenza nel settore. Questo fa purtroppo di una scelta nata da una preoccupazione giusta ed alimentata da buone intenzioni una decisione critica e criticabile. Eppure questa non è e non vuole essere una critica all’ICCU, l’istituzione responsabile dell’OPAC SBN, che non è il solo soggetto ad essersi mostrato un po’ impacciato in questi ambiti4.

Come conciliare diversamente la volontà di aiutare il lavoro dei ricercatori ed i doveri di terzietà ed imparzialità di una istituzione pubblica? In questo caso io credo che una buona soluzione sarebbe l’adozione di standard. Sta all’OPAC SBN ed ai suoi omologhi internazionali scegliere uno standard adatto, eventualmente tramite un dialogo con le parti in causa. In seguito sta ai singoli soggetti privati lavorare per piegare il formato scelto alle loro esigenze specifiche: tutti avrebbero pari possibilità, e sarebbe loro l’onere di lavorare per fornire un servizio migliore di quello dei concorrenti.

Lo dicevo, si tratta di una goffaggine che non va imputata esclusivamente all’ICCU, ma che riguarda quasi tutti gli attori pubblici più attivi oggi. Chi conosce l’entusiasmante progetto di Europeana [autenticamente poliglotta] avrà forse notato che anche questo sito è stato ridisegnato recentemente. Tra le novità, annunciate anche sul loro blog [en], mi ha colpito l’insistenza portata sul ruolo di Facebook [poliglotta a sua volta] (i riquadri rossi sono una mia evidenziatura).

Europana si fregia dell'integrazione di Facebook

E così analogamente, Europeana valorizza uno (due contando Twitter [numerose lingue pure qui]) degli attori commerciali che esistono nell’ambito dei social network (cito solo tre rivali, tra i meno noti: Identi.ca, Diaspora [en] e Quora [en]).

L’argomento è vasto ed ancora poco esplorato, ed una riflessione approfondita in questi ambiti sembra appena iniziata: la presa di posizione del Conseil Supérieur pour l’Audiovisuel francese ha sorpreso, ma deve fare riflettere, noi tutti. I social network sono aziende come le altre, e se non viene fatto per riportare una notizia, nominarli equivale a pubblicizzarli.

Da ultima, una spiegazione. Tra poche righe, in coda a quest’articolo, viene offerta la possibilità di condividere quest’articolo tramite Facebook e Twitter: pubblicità, selta inopportuna? Sicuramente opzione sgradita, a me innanzi tutto, che non l’ho scelta. Quel che ho scelto è stato il tema di WordPress per il mio blog, basandomi su altri parametri, e solo dopo ho scoperto che questo comportava anche i tasti in questione: a differenza dell’ICCU e di Europeana, non ho lavorato per avere questa funzione.
Modificherei il tema per eliminarli, e per apportare qualche altra miglioria al blog, ma per averne la possibilità dovrei pagare una certa cifra a WordPress, e oltre che tempo ed energie non ho (ancora?) deciso di investire finanze in Zeriuno.

Giovedì 3 Novembre 2011

Tutto diventa più semplice quando viene spiegato: basta deselezionare una casella al momento della pubblicazione!


  1. Eppure un catalogo inefficiente purchessia è sempre meglio di un catalogo perfetto che non sia. ↩
  2. Questa citazione e la seguente riportano delle parole del documento che presenta le novità del portale [it] ↩
  3. Osservazione a margine ma non del tutto marginale: prima di contare su questo strumento e analoghi per il proprio lavoro, è bene porsi delle domande in quanto alla durata dell’accessibilità ai dati. Questo annuncio [en] non è che falsamente rassicurante. ↩
  4. Nell’ambito delle applicazioni per telefoni cellulari, per esempio, non si contano le iniziative di istituzioni pubbliche che, con un comportamento dal poco consapevole al colpevole, preferiscono un sistema operativo ad un altro. ↩

Un grafico passando per Bookends

Come e meglio di me, Léo Dumont [fr] ha adottato Bookends per gestire i suoi riferimenti bibliografici (la mia situazione attuale è, ma non per mancanza di voglia, in limine transitionis).

Qui [fr] spiega come arrivare a questo.
 Grafico cronologico della bibliografia

Un grafico che renda conto della ripartizione cronologica di una data lista di pubblicazioni. Solo a me pare uno strumento molto interessante per rendere conto dell’evoluzione degli studi su un dato argomento?

Gli strumenti di revisione

Spulciare un inventario, scartabellare all’archivio di stato, leggere degli articoli, riunire le informazioni, trovare la loro articolazione e giungere ad una luminosa, si spera, sintesi: la ricerca si fa da soli. Chiedere e ricevere consigli, esporre le proprie certezze e i propri dubbi, permettere agli altri di seguire un percorso di scoperta e di crescita intellettuale: la ricerca, per fortuna, non si fa da soli.
Potere disporre di un computer e di programmi appositi facilita entrambe le anime della ricerca: per la prima lo sappiamo bene, anche se talvolta ignoriamo (o quanto meno io ignoro) come fare al meglio. Nel secondo caso, invece, uno strumento molto potente ed interessante è ancora poco conosciuto.

Ipotizziamo che Federico stia preparando la sua tesi di laurea e che, trafelato, una settimana prima di consegnarla, chieda a Ernst di dare un’occhiata al suo scritto: Fede trasmette al suo amico il prezioso documento (possibilmente non come allegato di posta elettronica); Ernstino apre ed inizia a leggere: errori ne trova pochi, ma non sono assenti, principalmente gli pare che si divaghi spesso, troppo. Invece di modificare sic et simpliciter, Ernst attiva lo strumento di revisioni. Così, invece di ritrovare un documento nel quale cercare con la lente d’ingrandimento le modifiche perché manca ogni segnalazione, o perdere tempo con evidenziatori di mille colori, il nostro caro Fede potrà seguire ogni modifica proposta dal suo compagnuccio, accettarla o rifiutarla, ma anche leggere e meditare i suoi commenti, per presentare una tesi meritevole.

QuelchevoleteOffice

Per tutti i sistemi operativi (credo e spero, ma non verifico), gratuiti
LibreOffice, OpenOffice: uno nasce dall’altro, ne prende il testimone, poi i due progetti si ricongiungono… la filogenesi di certi programmi è troppo complessa perché io le dedichi l’attenzione necessaria a capirla e seguirne l’evoluzione. Quel che qui importa è che ci sono e anch’essi dispongono di uno strumento di revisione. Pecca (mia?): non sono riucito a trovare la maniera di visualizzare nel dettaglio i cambiamenti.

Inserire un commento in LibreOffice
Inserire un commento in LibreOffice

Strumenti di revisione in LibreOffice
Strumenti di revisione in LibreOffice

Cambiamenti in LibreOffice: a destra un commento; in giallo nel testo le modifiche; a sinistra un tratto verticale segnala la presenza di modifiche, ma non ho trovato la maniera di visualizzarle in dettaglio
Cambiamenti in LibreOffice

Inserire un commento in OpenOffice
Inserire un commento in OpenOffice

Strumenti di revisione in OpenOffice
Strumenti di revisione in OpenOffice

NeoOffice

Per Mac OS X, a sottoscrizione annuale
Questo pacchetto di programmi, solo per Mac, da gratuito è diventato a sottoscrizione (7€ l’anno, se non sbaglio). Non che io abbia nulla da obiettare: la scelta è assolutamente ragionevole; dato che però non ho usato che NeoOffice una volta nella mia vita, ho deciso di non versare il mio obolo, praticamente solo per questo articolo. Immagino che il funzionamento sia analogo a quello dei suoi parenti più o meno prossimi.
Tuttavia, se mi sono sbagliato e se è possibile scaricarlo grauitamente, segnalatemelo pure e lo aggiungerò volentieri.

Word

Per Windows e Mac OS X (ma non credo per Linux), a pagamento
Scioccamente manca la possibilità di inserire commenti per le note a piè di pagina: si può ripiegare su altre soluzioni, come inserirli nel testo (ma sono suscettibili di muoversi in base all’evolvere del testo ed il revisore potrebbe avere uno schermo troppo piccolo per potere vedere commento e nota simultaneamente) o servirsi dell’artigianale testo colorat0.

Lo strumento revisioni in Word
Lo strumento revisioni in Word

Dettagli della revisione in Word
Dettagli della revisione in Word

Inserire un commento in Word
Inserire un commento in Word

Commento e correzione in Word: quasi nulla li distingue, visivamente
Commento e correzione in Word

Pages

Per Mac OS X, a pagamento
Certamente perché è il programma che più ho usato, comunque Pages è lo strumento con il quale, sino ad ora, mi sono trovato meglio. I cambiamenti vengono visualizzati a sinistra, ed i commenti sono consentiti ovunque, pure nelle note. Attenzione però: se dovete condividere un documento con un utente di un altro programma, prendetelo in considerazione sin dall’inizio e, per esempio, non inserite commenti nelle note (saranno cassati al momento dell’esportazione), ma ragionate in termini Word (solo per quest’aspetto, mi raccomando!).

Inserire un commento in Pages
Inserire un commento in Pages

Strumento di revisione in Pages
Strumento di revisione in Pages

In alto a sinistra, la doppia freccia permette di visualizzare o minimizzare commenti ed annotazioni
Visualizzazione revisione in Pages

Sospendere la revisione in Pages
Sospendere la revisione

Visualizzazione della revisione in Pages: commenti in giallo, interventi sul testo in un altro colore (blu per il primo correttore, altre tinte per le mani successive)
Visualizzazione della revisione in Pages

Mellel

Per Mac OS X, a pagamento
Non ho ancora trovato, forse perché non c’è, la possibilità di inserire dei commenti. Per me è una carenza non trascurabile, ma può essere superata grazie ad un altro strumento di Mellel, le note. No, non voglio dire che negli altri programmi di cui abbiamo parlato non ci siano note, ma credo che nessuno di questi permetta un simile lusso in quest’ambito. Mellel permette infatti di creare diversi ordini di note: con numerazione araba, romana, progressione alfabetica, per caratteri greci. Una di queste serie di note può essere usata per dei commenti. Ad ogni modo, meglio avere sempre lo strumento adatto allo scopo: è sciocco usare un pelapatate come cacciavite, e per la versione 3.0 di Mellel diversi utenti hanno già chiesto la presenza dei commenti.

Strumenti di revisione in Mellel
Strumenti di revisione in Mellel

Cambiamenti in Mellel
Cambiamenti in Mellel

Stesso menù: fine della revisione; pausa e navigazione tra le modifiche
Gestione dello strumento di revisione

Ultimi commenti

Tenere conto delle correzioni, sembra un’operazione informatica non semplicissima: in caso di documenti lunghi o con diversi strati di correzioni, Word (di più) e Pages (di meno) tendono a rallentarsi ed a chiudersi, degli altri non so, fatto salvo che la nomea di Mellel è che mai si inchioda, mai rallenta.
Se il lavoro viene realizzato a più mani (e non ad una mano con più occhi a rileggerne l’operato), non escludete la possibilità di azzerare periodicamente le correzioni: dando il comando di accettare tutte le modifiche, potrete evitare il sovrapporsi di troppi strati di correzioni, una distrazione notevole, talvolta.
Infine non dimenticate che è possibile sospendere il rilevamento delle modifiche, quando serve (per inserire una nota cui prima non si era pensato, per esempio), senza perdere le annotazioni già effettuate e potendo sempre riprendere (una volta conclusa).

Infine potete notare, in diverse immagini, come il centro del bottone rosso della finestra del programma sia spesso occupato da un pallino nero: il segnale che il documento non è stato salvato. Se Word ha un sistema di salvataggio automatico, Mac OS X Lion ha il raffinato sistema di Versioni, chi usa iWork con Snow Leopard (e precedenti, sino a Mac OS X 10.4.11) può fare apello all’eccellente e gratuito Autosave4iWork.

FStream non c’è, ma lo trovate subito

Ho scritto un articolo su FStream. Cosa sia, come usarlo e quel che ne penso (del bene) potrete scoprirlo leggendolo sul sito di Tevac, storica comunità di utenti Mac.
Non lo pubblico qui perché è lontano dall’argomento di questo blog; ve lo segnalo qui perché può interessarvi e perché, all’occorrenza, può tornare utile, anche per la ricerca e lo studio.
È su Tevac, quindi, l’avrete capito, si tratta di nuovo di un programma per Mac e iOS (il sistema operativo de i Cosi di casa Apple), ma i delusi eventuali non disperino e sappiano che gli articoli di prossima maturazione possono interessare anche chi lavora con Windows.